
Per concessione Giuseppe Fadda
Roma: Circolo Artisti, 25 ott 2000.
Bozza intervento di Maurizio Palomba
L’autostima è
essenziale per la sopravvivenza psicologica.
L’A. riflette
la coesione e la stabilità della struttura del Sé.
1.
Elementi cognitivi: definizione di sé aspetto fisico, abilità
competenze
2.
Aspetti affettivi, sentimenti positivi o negativi nei confronti
di se stesso
3.
Elementi valutativi: cognitivo affettivo tipo criteri di
paragone e rendimento ideali, autovalutazioni.
Non solo ciò
che ci nutre e ciò che gli altri ci
rimandano, ma anche come e cosa noi abbiamo interioriazzato dentro e per noi
stessi è fondamentale per l’autostima.
Prima della relazione con… bisogna imparare a stare da
soli con se stessi e ad ascoltare se stesso.
Autostima
e "concetto di sé".
Il senso del proprio valore
personale, l’immagine positiva di sé, da che
dipende?
Il "concetto di sé" è
una costellazione di elementi a cui una persona fa
riferimento per descrivere se
stessa. L’"autostima" è una valutazione
circa le informazioni contenute
nel concetto di sé.
La formazione dell’autostima è
in rapporto al sé percepito e al sé ideale: il sé percepito equivale al
concetto di sé, una visione oggettiva di abilità, caratteristiche e qualità
presenti o assenti; il sé ideale è l’immagine della persona che si vorrebbe
essere per sentirsi OK.
Quanto più è alto il divario
tra il sé percepito e il sé ideale, tanto più è bassa l’autostima. Essa si
costruisce nel corso degli anni ed è il prodotto di una serie di fattori
interconessi tra cui:
·
riconoscimenti e permessi per ciò che si è e si fa da parte
delle figure significative (nell’infanzia), del gruppo dei pari
(nell’adolescenza), di se stessi (nell’età adulta) divenendo i genitori di se
stessi,
·
dandosi da sé, tramite le esperienze della vita,
autoriconoscimenti e autopermessi.
·
Senso di autoefficacia percepita nell’interagire nelle cose e
nelle
·
persone (problem solving), nell’ottenere dei risultati, nel
fare...
·
nell’acquisire competenze professionali e relazionali.
Ciò comporta 3 passaggi:
1.
Autocomprensione, autopercezione corretta circa il
proprio orientamento sessuale (etero, bisex, omo) purché chiaro, strutturato,
egosintonico o costituzionale.
2.
Autoaccettazione grazie a una valutazione
dell’omosessualità come una variante non patologica della sessualità umana,
varianza non devianza, tratto caratteristico non minorazione col superamento
conseguenti di: vergogna, colpa, disgusto per se stessi... - l’appartenenza a
una minoranza di popolazione, con tutte le conseguenze (stigmatizzazione,
diversità, ostilità, ostracismo...)
L’autostima è:
bassa (negativa), adeguata, alta (positiva), eccessiva e presuntuosa (orgoglio
gay?).
Una persona
con buona autostima ha una visione sana di sé, può riconoscersi pregi e difetti
valutandosi in modo positivo e sentendosi bene in virtù dei suoi punti forza,
quali che siano. Sostanzialmente si accetta ("mi piace la maggior parte di
me stesso"), anche se lavora sodo per migliorare, superare o compensare le
sue aree deficitarie perdonandosi e tollerando le frustrazioni se talvolta
manca il bersaglio o non riesce nel suo intento.
La società
attuale dà un valore più elevato a: aggressività, iniziativa, intraprendenza,
innovazione, competitività, efficienza (valori maschili); rispetto a: amore,
sensibilità, sentimento estetico, generosità, capacità
a prestar
cure... (valori femminili).
|
Migliorare l’autostima, si può? Ecco alcuni modi: ·
Diminuzione
del divario tra il sé percepito e il sé ideale, con un livello di aspirazione
più realistico, obiettivi più ragionevoli e proporzionati, aspettative più
adeguate alle possibilità. ·
Correzione del
concetto di sé (sé percepito) da una valutazione che ha distorsioni (trappole
cognitive), pregiudizi (maschile/femminile), preconcetti e stereotipi (Es.
"Per uno come te non c’è posto a questo mondo"), eccessiva critica
negativo-svalutativa. ·
Inserimento
o "coming out" in gruppi omo, sperimentando accettazione e
socializzazione. ·
Realizzazione,
quando possibile, della stabilità della vita di coppia. ·
La relazione
gay stabile e duratura funziona soprattutto per queste caratteristiche
specifiche: ·
alto grado
di compatibilità e comprensione reciproca (somiglianza, affinità elettive); ·
differenza
tra i partners di età, razza, status, personalità... così da dare la
complementarità necessaria al mantenimento della tensione sessuale e lo
spazio per crescere insieme; ·
fedeltà
emotiva, non essendoci leggi esterne (come il divieto di adulterio) si
privilegia la fedeltà emotiva su quella fisica con più onestà e meno
ipocrisia circa i rapporti fuori della coppia; ·
maggiore
flessibilità sessuale e, più variabilità nei ruoli, non stereotipati, ma
maggiormente ·
creativi |
Quando la psicoterapia? individuale o di
gruppo.
La
psicoterapia valida dell’omosessualità presuppone che:
gli omosessuali possono avere delle
vite ben strutturate e produttive, e delle relazioni affettive gratificanti e
stabili (capacità di lavorare e di amare) il tentativo di cambiare
l’orientamento sex risulta sempre dannoso e pericoloso non è vero che
l’eterosessualità è la normale conclusione dello sviluppo
psichico.
Gli omosessuali possono
raggiungere salute e normalità. Con questi termini qui sinonimi ci si riferisce
alla possibilità per un gay di avere una personalità ben integrata e dotata di armonia
psichica così di sentirsi sicuro della propria identità personale come
omosessuale e possa lavorare, amare ed essere amato, senza grossi ostacoli
prodotti da conflitti intrapsichici, con un buon livello di autostima e una
positiva immagine di sé.
"Se suo figlio è infelice,
nevrotico, lacerato dai conflitti, inibito nella vita sociale, l’analisi può
portargli l’armonia, la tranquillità psichica, una piena efficienza... sia che
rimanga omosessuale, sia che cambi" ... "L’omosessualità non è certo
un vantaggio, ma non è nulla di vergognoso, non è un vizio né una degradazione,
e non può essere classificata come malattia... . Molti individui altamente
rispettabili del passato e del presente sono stati omosessuali e tra loro
alcuni degli uomini più celebri che siano mai esistiti (Platone, Michelangelo,
Leonardo da Vinci...)" (S. Freud, 09.04.35, risposta ad una madre
americana, cfr, E. Jones 1953, pp. 236/37). "Dovremmo forse considerare
malati grandi pensatori e studiosi.. che ammiriamo proprio per la loro
integrità mentale? Le persone omosessuali non sono malate. Esse non vanno
perseguite penalmente." (S. Freud, Intervista a " Die Zeit"
Vienna, 27.10.1905).
In
campo psicoanalitico oggi la sessualità non è vista più tanto come pulsione, ma
per il ruolo che ha nella formazione e conservazione dell’identità personale
come "senso di sé". Il sesso è visto come il più potente
organizzatore dell’esperienza "le sensazioni corporee e i piaceri sensuali
delimitano la pelle, il profilo, i confini dell’individuo e la dialettica
dell’intimità fisica e sessuale, ci colloca in una certa posizione rispetto
all’altro: sopra, sotto, dentro. Contro, intorno, in posizione di controllo, di
resa, di rapimento, di adorazione... e così via" (Mitchell, 1988,
Boringhieri, S.A. in "Gli orientamenti relazionali in
psicoanalisi").
"Il raggiungimento della meta genitale, la meta che permette alla sessualità di esprimersi nel modo più completo, in tutta la sua gamma di espressioni e comunicazioni è possibile sia per gli eterosessuali che per gli omosessuali. I primi avranno per oggetto d’amore una persona che si differenzia dalla prima per i caratteri sessuali primari e secondari, i secondi avranno per oggetto d’amore, comunque differenziato dal proprio.
Per gli omosessuali che, come
detto, hanno una strada resa molto più ardua dalla società e dalla cultura
cattolica è importante non sentirsi estranei e disadattati alla realtà che li
circonda. La meta genitale può essere perseguita da tutti..." (Jole
Baldaro Verde, 1985).
Proposte di esercizi di Gruppo:
Autostima e coming out
Cerchio: al centro… dire di sé
(coiming out) e esprimere un aspetto positivo assieme ad una sensazione del
momento.
Oppure, la comunicazione
NON-Verbale nel dire in questo modo “chi sono”, mani-mani e
la danza dello stare assieme, corporeo, f-b. finale.
Definizione e
date storiche salienti
Omosessualità: attrazione erotica predominante verso individui
dello stesso sesso che può essere espressa in una grande varietà di modi o che
può essere inibita dalla pressione sociale intollerante, da un conflitto
intrapsichico inconscio o da entrambi i fattori per cui viene negata o rifiutata o rimossa. La concezione morale di tipo giudaico -
cristiana ha mal tollerato l’omosessualità e in molti paesi è stata dichiarata
illegale.
ì
1954: depenalizzata in
Inghilterra (in privato tra adulti consenzienti dalla commissione Wolfenden della Camera dei Lord.
1973: abolita dal Manuale
Diagnostico Statistico dei Disturbi Psichiatrici
dell’Associazione Americana
degli Psichiatri (DSM-III).
1987: ricondotta nell’ambito delle
varianti non patologiche dell’orientamento sessuale.
1987: depennata anche come
entità diagnostica, la restante categoria di "omosessualità
egodistonica" (quella non desiderata e che crea disagio).
1993 Cancellazione dell’OMS
Organizzazione Mondiale della Sanità.
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