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Per  concessione Giuseppe Fadda

Autostima e Benessere nell’orientamento omoerotico

 

Seminario su: Il coraggio di essere se stessi. Autostima e coming out.

Roma: Circolo Artisti, 25 ott 2000. Bozza intervento di Maurizio Palomba

 

 

Il termine counseling non e' traducibile in italiano con una sola parola poiche' significa sia consulenza (fornire un parere professionale su un certo problema) che consiglio (fornire un indirizzo operativo che guidi concretamente alla risoluzione di un problema) che aiuto (fornire un supporto psicologico durante un periodo particolarmente difficile). E' in sostanza un termine che comprende tutte quelle disparate forme di intervento professionale dello psicologo/counselor che vanno dall'ascolto e condivisione emotiva di paure e bisogni di una persona in difficolta' all'agevolazione di precise forme di comportamento che il cliente sceglie e decide di attuare per risolvere un problema specifico. Il significato e' ampio poiche' abbraccia una sostanziale porzione del lavoro specifico dello psicologo, dall'ascolto alla valutazione diagnostica alla terapia.

 

Il Counseling: definizione e spiegazione generale

All'interno del processo relazionale, l'offerta di counseling rappresenta un modo nuovo ed efficace per rispondere ai bisogni delle persone per aiutarle a maturare con consapevolezza le scelte necessarie a mantenere la loro qualità di vita.

 

Il counseling è un'attività distintiva e non generica, fondata su principi

peculiari e caratterizzata dall'applicazione di un insieme di abilità

comunicative; si svolge secondo modalità che rispettano valori, risorse

personali e capacità di autodeterminazione del paziente/cliente ed aiuta la persona a capire ed a rispondere ai propri bisogni, a gestire ed a risolvere problemi/disagi.

 

Il counseling non è una psicoterapia. Può semmai costituire uno strumento in più per agevolare la relazione con la persona e per rendere più efficaci gli interventi propri

dell'assistenza.

Nell'assistenza al malato oncologico ed alla sua famiglia, il counseling si rivela uno strumento utile nei casi in cui è necessario fornire informazioni,

supporto nei momenti di crisi, orientare alla soluzione di problemi e favorire il processo decisionale. Ciascuna di queste situazioni richiede specifiche strategie e tecniche di intervento:

strategie per fornire informazioni (informative counseling);

strategie nel supporto di crisi (crisis counseling);

strategie per la soluzione di problemi (problem-solving counseling);

strategie per favorire il processo decisionale  (decision-making counseling).

 

 

Autostima e Benessere nell’orientamento omo-sessuale

Il segreto è capire cosa si ha intenzione di fare, decidere cosa è meglio e portarlo avanti

(Giusti, 1995)

 

L’autostima è essenziale per la sopravvivenza psicologica.

L’A. riflette la coesione e la stabilità della struttura del Sé.

1.                  Elementi cognitivi: definizione di sé aspetto fisico, abilità competenze

2.                  Aspetti affettivi, sentimenti positivi o negativi nei confronti di se stesso

3.                  Elementi valutativi: cognitivo affettivo tipo criteri di paragone e rendimento ideali, autovalutazioni.

      Non solo ciò che ci nutre  e ciò che gli altri ci rimandano, ma anche come e cosa noi abbiamo interioriazzato dentro e per noi stessi è fondamentale per l’autostima.

Prima della relazione con… bisogna imparare a stare da soli con se stessi e ad ascoltare se stesso.

 

Autostima e "concetto di sé".

Il senso del proprio valore personale, l’immagine positiva di sé, da che

dipende? 

 

Il "concetto di sé" è una costellazione di elementi a cui una persona fa

riferimento per descrivere se stessa. L’"autostima" è una valutazione

circa le informazioni contenute nel concetto di sé. 

 

La formazione dell’autostima è in rapporto al sé percepito e al sé ideale: il sé percepito equivale al concetto di sé, una visione oggettiva di abilità, caratteristiche e qualità presenti o assenti; il sé ideale è l’immagine della persona che si vorrebbe essere per sentirsi OK.

Quanto più è alto il divario tra il sé percepito e il sé ideale, tanto più è bassa l’autostima. Essa si costruisce nel corso degli anni ed è il prodotto di una serie di fattori interconessi tra cui:

·         riconoscimenti e permessi per ciò che si è e si fa da parte delle figure significative (nell’infanzia), del gruppo dei pari (nell’adolescenza), di se stessi (nell’età adulta) divenendo i genitori di se stessi,

·         dandosi da sé, tramite le esperienze della vita, autoriconoscimenti e autopermessi.

·         Senso di autoefficacia percepita nell’interagire nelle cose e nelle

·         persone (problem solving), nell’ottenere dei risultati, nel fare...

·         nell’acquisire competenze professionali e relazionali.

 

Ciò comporta 3 passaggi: 

1.       Autocomprensione, autopercezione corretta circa il proprio orientamento sessuale (etero, bisex, omo) purché chiaro, strutturato, egosintonico o costituzionale.

2.       Autoaccettazione grazie a una valutazione dell’omosessualità come una variante non patologica della sessualità umana, varianza non devianza, tratto caratteristico non minorazione col superamento conseguenti di: vergogna, colpa, disgusto per se stessi... - l’appartenenza a una minoranza di popolazione, con tutte le conseguenze (stigmatizzazione, diversità, ostilità, ostracismo...)

Autorealizzazione con comportamento assertivo e il superamento di problemi come omofobia interiorizzata, alienazione, disperazione, disprezzo di sé, esclusione sociale, così da raggiungere una buona intimità con se stessi facendo andar d’accordo testa - cuore - pancia e intimità con l’altro (capacità di relazione d’amore: passione, ma anche tenerezza) (Palomba 1999).

L'atto sessuale ci consente di sperimentare con la massima intensità le nostre più profonde tensioni biologiche, emozionali e spirituali, condividendole, al tempo stesso, con un'altra persona.

Rutter, P. Sex in forbbidden zone. J.P. Turcher, Los Angeles 1989

 

Livelli di Autostima e Società 

L’autostima è: bassa (negativa), adeguata, alta (positiva), eccessiva e presuntuosa (orgoglio gay?). 

Una persona con buona autostima ha una visione sana di sé, può riconoscersi pregi e difetti valutandosi in modo positivo e sentendosi bene in virtù dei suoi punti forza, quali che siano. Sostanzialmente si accetta ("mi piace la maggior parte di me stesso"), anche se lavora sodo per migliorare, superare o compensare le sue aree deficitarie perdonandosi e tollerando le frustrazioni se talvolta manca il bersaglio o non riesce nel suo intento. 

La società attuale dà un valore più elevato a: aggressività, iniziativa, intraprendenza, innovazione, competitività, efficienza (valori maschili); rispetto a: amore, sensibilità, sentimento estetico, generosità, capacità

a prestar cure... (valori femminili). 

 

Migliorare l’autostima, si può? Ecco alcuni modi: 

·         Diminuzione del divario tra il sé percepito e il sé ideale, con un livello di aspirazione più realistico, obiettivi più ragionevoli e proporzionati, aspettative più adeguate alle possibilità.

·         Correzione del concetto di sé (sé percepito) da una valutazione che ha distorsioni (trappole cognitive), pregiudizi (maschile/femminile), preconcetti e stereotipi (Es. "Per uno come te non c’è posto a questo mondo"), eccessiva critica negativo-svalutativa.

·         Inserimento o "coming out" in gruppi omo, sperimentando accettazione e socializzazione.

·         Realizzazione, quando possibile, della stabilità della vita di coppia.

·         La relazione gay stabile e duratura funziona soprattutto per queste caratteristiche specifiche:

·         alto grado di compatibilità e comprensione reciproca (somiglianza, affinità elettive);

·         differenza tra i partners di età, razza, status, personalità... così da dare la complementarità necessaria al mantenimento della tensione sessuale e lo spazio per crescere insieme;

·         fedeltà emotiva, non essendoci leggi esterne (come il divieto di adulterio) si privilegia la fedeltà emotiva su quella fisica con più onestà e meno ipocrisia circa i rapporti fuori della coppia;

·         maggiore flessibilità sessuale e, più variabilità nei ruoli, non stereotipati, ma maggiormente

·         creativi

 

 

 

   Quando la psicoterapia? individuale o di gruppo.

La psicoterapia valida dell’omosessualità presuppone che:

gli omosessuali possono avere delle vite ben strutturate e produttive, e delle relazioni affettive gratificanti e stabili (capacità di lavorare e di amare) il tentativo di cambiare l’orientamento sex risulta sempre dannoso e pericoloso non è vero che l’eterosessualità è la normale conclusione dello sviluppo

psichico.

Gli omosessuali possono raggiungere salute e normalità. Con questi termini qui sinonimi ci si riferisce alla possibilità per un gay di avere una personalità ben integrata e dotata di armonia psichica così di sentirsi sicuro della propria identità personale come omosessuale e possa lavorare, amare ed essere amato, senza grossi ostacoli prodotti da conflitti intrapsichici, con un buon livello di autostima e una positiva immagine di sé. 

"Se suo figlio è infelice, nevrotico, lacerato dai conflitti, inibito nella vita sociale, l’analisi può portargli l’armonia, la tranquillità psichica, una piena efficienza... sia che rimanga omosessuale, sia che cambi" ... "L’omosessualità non è certo un vantaggio, ma non è nulla di vergognoso, non è un vizio né una degradazione, e non può essere classificata come malattia... . Molti individui altamente rispettabili del passato e del presente sono stati omosessuali e tra loro alcuni degli uomini più celebri che siano mai esistiti (Platone, Michelangelo, Leonardo da Vinci...)" (S. Freud, 09.04.35, risposta ad una madre americana, cfr, E. Jones 1953, pp. 236/37). "Dovremmo forse considerare malati grandi pensatori e studiosi.. che ammiriamo proprio per la loro integrità mentale? Le persone omosessuali non sono malate. Esse non vanno perseguite penalmente." (S. Freud, Intervista a " Die Zeit" Vienna, 27.10.1905).

In campo psicoanalitico oggi la sessualità non è vista più tanto come pulsione, ma per il ruolo che ha nella formazione e conservazione dell’identità personale come "senso di sé". Il sesso è visto come il più potente organizzatore dell’esperienza "le sensazioni corporee e i piaceri sensuali delimitano la pelle, il profilo, i confini dell’individuo e la dialettica dell’intimità fisica e sessuale, ci colloca in una certa posizione rispetto all’altro: sopra, sotto, dentro. Contro, intorno, in posizione di controllo, di resa, di rapimento, di adorazione... e così via" (Mitchell, 1988, Boringhieri, S.A. in "Gli orientamenti relazionali in psicoanalisi"). 

"Il raggiungimento della meta genitale, la meta che permette alla sessualità di esprimersi nel modo più completo, in tutta la sua gamma di espressioni e comunicazioni è possibile sia per gli eterosessuali che per gli omosessuali. I primi avranno per oggetto d’amore una persona che si differenzia dalla prima per i caratteri sessuali primari e secondari, i secondi avranno per oggetto d’amore, comunque differenziato dal proprio.

Per gli omosessuali che, come detto, hanno una strada resa molto più ardua dalla società e dalla cultura cattolica è importante non sentirsi estranei e disadattati alla realtà che li circonda. La meta genitale può essere perseguita da tutti..." (Jole Baldaro Verde, 1985). 

 

Laboratorio di gruppo esperienziale- Work-shop qui e ora

Consapevolezza + rischio = crescita

 

Proposte di esercizi di Gruppo: Autostima e coming out

 

Cerchio: al centro… dire di sé (coiming out) e esprimere un aspetto positivo assieme ad una sensazione del momento.

 

Oppure, la comunicazione NON-Verbale nel dire in questo modo “chi sono”, mani-mani e la danza dello stare assieme, corporeo, f-b. finale.

 

 

      Definizione e date storiche salienti

   Omosessualità: attrazione erotica predominante verso individui dello stesso sesso che può essere espressa in una grande varietà di modi o che può essere inibita dalla pressione sociale intollerante, da un conflitto intrapsichico inconscio o da entrambi i fattori per cui viene negata o  rifiutata o rimossa.  La concezione morale di tipo giudaico - cristiana ha mal tollerato l’omosessualità e in molti paesi è stata dichiarata illegale.

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1954: depenalizzata in Inghilterra (in privato tra adulti consenzienti  dalla commissione Wolfenden della Camera dei Lord. 

1973: abolita dal Manuale Diagnostico Statistico dei Disturbi Psichiatrici

dell’Associazione Americana degli Psichiatri (DSM-III). 

1987: ricondotta nell’ambito delle varianti non patologiche dell’orientamento sessuale. 

1987: depennata anche come entità diagnostica, la restante categoria di "omosessualità egodistonica" (quella non desiderata e che crea disagio). 

1993 Cancellazione dell’OMS Organizzazione Mondiale della Sanità.

Riproduzione concessa previa citazione della fonte. Gay Counseling ®

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