Il COMING OUT

 

Tratto dal libro: IDENTITA' DIVERSE, Psicologia delle omosessualita', Counseling e Psicoterapia per gay e Lesbiche.

Di R. Del Favero e M. Palomba, Kappa ed. (tel. 06/273903) Roma 1996

In questo contesto vogliamo sottolineare l'importanza che assume il processo di coming out, studiato ampiamente dalla letteratura psicologica americana, all'interno dello sviluppo dell'identita' sessuale. Principalmente, coming out, significa che a certi gradi e per certi motivi, una persona con tendenze omosessuali, si rivela all'inizio a se stesso e poi ad un'altra persona o a piu' di una. Certamente, le persone gestiscono questo processo in modi diversi. Alcuni si rivelano in modo provocatorio, richiedendo una reazione dagli altri. Altri ancora ne parlano in famiglia o all'amico del cuore e non si aprono agli altri, fuori nel mondo. Il coming out (Consoli, 1991) quindi, e' un processo che attraversano le persone per venire fuori, cioe' fare come il pulcino che esce dal guscio; socialmente e' stato anche tradotto come "dichiararsi". La questione se avere semplicemente esperienze sessuali con qualcuno dello stesso sesso significhi di per se' "coming out" e' dibattito aperto; il nostro parere e' che alcuni saltuari comportamenti omosessuali non sono parametri assoluti per definirne l'orientamento o l'identita'; una certa "dose" di omosessualita' esiste in tutti gli individui, solamente alcuni però, riescono ad averne piena consapevolezza e a viversela con tranquilla spontaneita'. Altri possono provare rifiuto, sensi di colpa, riprovazione, altri ancora la negano sistematicamente e/o la sublimano, per usare un termine psicodinamico. Per qualcuno l'incontro sessuale può essere la "molla" che fa scattare un preciso processo di accettazione, anche se ci sono molte persone che hanno rapporti gay e non si accettano. Per gli uomini l'incontro sessuale può aver luogo nel ripostiglio, in soffitta, nella casa dei genitori, in un bagno, ecc. Le donne ancora una volta, tendono a scegliere un posto piu' romantico e meno predatorio. Molto spesso e' proprio una certa realizzazione o integrazione della sfera fisico/emotiva che può non essere accettata dall'individuo. Gay e lesbiche, anche se vivono apertamente con il loro orientamento per anni, possono non raggiungere mai una reale accettazione di se stessi. Il coming out può includere persone che si sono rivelate prima di aver avuto un'esperienza omosessuale. Poche persone hanno avuto l'opportunita' di esplorare il loro sviluppo sessuale in un contesto caldo e comprensivo, dove l'omosessualita' rappresenta una scelta ragionevole per tutti. Ognuno di noi tende nella propria vita, ad emergere per quello che e' e vuole in questo senso sviluppare le proprie potenzialita' dapprima latenti poi sempre piu' manifeste. Dire prima a se stesso e poi agli altri, io sono così, oppure io desidero questo, io posso agire in questo modo perche' a me sta bene così, non significa strafottente appagamento dei propri bisogni, o irriverente insulto degli altri e della societa'! In casi simili e in contesti particolari parleremo piu' opportunamente di rivendicazioni, qui invece parliamo di manifestazione, apertura di se', non solo razionale ma, parallelamente emotiva. Questo aprirsi, questo definirsi, che poi e' sempre relativo, questo automanifestarsi, in circostanze e tempi che sono dettati unicamente dalle scelte e dalle decisioni maturate individualmente, fornisce un importante stimolo per la crescita psicologica, contribuisce al rispetto di se' stessi ed e' un'opportunita' per acquisire padronanza e stima di se'. Così ritornando alle questioni di cui stiamo trattando, il gay che si trova, non senza difficolta', ad essere sempre piu' consapevole delle proprie pulsioni sessuali, ad accettarle e ad averne infine una sensazione di "normalita'", sperimenta un mutamento dell'identita' sessuale; le esigenze si fanno sempre piu' chiare, il desiderio di sperimentare, nel senso di fare esperienza, contribuisce alla strutturazione di un'identita' piu' solida, piu' definita e per questo la persona e' maggiormente capace di identificare propri bisogni e tentare di soddisfarli, o di confrontarli con l'altro, con l'ambiente. Uno studio americano descrive un modello di omosessualita' in cui gli individui sono gay in vari modi e per diversi gradi, tuttavia condividono tutti alcuni stadi dello sviluppo dell'identita' (Cass, 1979, Lee, 1977, Plummer, 1975). Seguiremo il modello di Coleman (1982), e citeremo le connessioni importanti con altri modelli che possono considerarsi sovrapponibili:..........

Nella I Fase quella del Precoming-out secondo Coleman e altri autori sopracitati, abbiamo questi tipici comportamenti, pensieri, idee, fantasie, ecc. : sentirsi socialmente diversi durante la fanciullezza, sentirsi alienati e soli, avere ambigue attrazioni verso il proprio sesso, paura di essere notato per comportamenti scorretti, per avere pensieri e sentimenti privati, avere sentimenti di tipo depressivo, o comunicano i problemi somatizzando. Conseguentemente l'intervento del counselor potrebbe essere quello di: empatizzare con i sentimenti del cliente circa l'alienazione e la paura, destrutturare la stigmatizzazione sui sentimenti di diversita' sociale, trattare la depressione del momento, inviare se e' il caso ad un medico, intervenire per prevenire idee o tentativi di suicidio, escludere serie psicopatologie.

II Fase Coming out. I sentimenti di diversita' sessuale continuano durante l'.adolescenza; i sentimenti personali possono essere in relazione con l'identita' gay o lesbica; esiste una distanza rispetto ai propri sentimenti omoerotici; ci si domanda: Sono gay? o Lesbica?; ci si informa sull'.omosessualita', si inibiscono i sentimenti associativi con altri gay o lesbiche; si cerca di adeguarsi avendo relazioni eterosessuali; si valuta la possibile accettazione di se' con altri ragazzi eterosessuali, si può sfuggire da sentimenti omosessuali abusando di sostanze chimiche (psicofarmaci, droghe ecc.), si evitano informazioni sulla sessualita' del proprio stesso sesso, si consultano professionisti per valutare un cambiamento dell'.orientamento sessuale, ci si sente alienati dagli altri, negando, razionalizzando o limitando la propria consapevolezza. L'intervento del consulente o del counselor può essere allora mirato a: empatizzare con la confusione del cliente, esplorare il significato personale di questa confusione, scoraggiare una prematura identificazione o autoetichettamento, aiutarlo a identificare e a conoscere i sentimenti verso le persone dello stesso sesso, esplorare le paure e l'ansia, rispondere accuratamente alle domande che formula, affermare le abilita' e le caratteristiche peculiari del suo cliente, facilitare un positivo modello di riferimento, agevolarlo a ricevere sostegno altrove, intervenire in caso di abuso di sostanze, ristrutturare l'immagine affermativa di un gay o di una lesbica.

III Fase Esplorazione. Ancora in questa fase ci possono essere tipici comportamenti o pensieri, fantasie e paure varie che possono bloccare l'autosviluppo del cliente per come egli stesso desidera. Vediamo quali: comincia ad ammettere che egli può essere gay (o lesbica), tollera la sua probabile nuova identita', frequenta la comunita' gay/lesbica, esplora la sottocultura gay, sperimenta la sessualita' con lo stesso sesso, comincia ad autodichiararsi, ha difficolta' a gestire sentimenti inadeguati verso la famiglia, si giudica anche immaturo o immorale, sviluppa abilita' interpersonali, senso positivo di auto stima, o e' sessualmente competitivo, cerca gruppi di coetanei dove può sentirsi condiviso. L'intervento in questa fase del counselor si incentrera' su sostegno e stimolo verso la realizzazione di se' e verso la facilitazione della sua affermazione personale: considera insieme a lui che la sua autopercezione riguarda una sua probabile identita' di gay o lesbica, stimola insight sulla formazione dell'identita', offre informazioni, provvede alle informazioni sulla sessualita' umana, continua a facilitare l'individuazione dalla famiglia, agevola il cliente a costruire una nuova personale e sociale identita', esplora potenziali rifiuti e problemi con l'esterno (sociale, mondo scolastico, lavorativo).

IV Fase Prima Relazione. Qui definita da altri autori come una fasi di accettazione, di "impegno" di "affidamento", come dalle fasi di Coleman che stiamo seguendo di Prima Relazione, l'individuo accetta piu' che tollerare la sua autoimmagine di gay o lesbica, aumenta la frequentazione dei contatti con altri gay e lesbiche, inizia a formare amicizie significative con altri gay/lesbiche, ha chiari i suoi desideri e bisogni sessuali, avverte la necessita' di entrare in una relazione d'intimita', ha in queste prime relazioni aspettative irrealistiche , si sente estremamente vulnerabile verso il partner, riconcettualizza la propria identita' gay o lesbica come naturale, normale e valida per se', esprime gratificazione e soddisfazione per la nuova identita' e diventa riluttante ad abbandonarla, cresce in lui i desiderio di aprirsi a persone eterosessuali, e impara a selezionare le possibili aperture emotive, riconosce i bisogni di affermazione, fisici e sessuali come nutrienti per la propria crescita, adotta una filosofia piena o parziale di legittimazione,. Chiaramente a questo livello l'aiuto del counselor non può non essere di incoraggiare e agevolare l'autoaffermazione che via via si consolida e quindi: incoraggia il cliente ad adottare temporaneamente la sua identita', si rivolge a lui come ad un gay, o lesbica o bisessuale, supporta attivamente lo sviluppo del sociale gay, rifinisce la decisione del cliente di autodichiararsi, facilita le abilita' di comunicazione e di relazione interpersonale e intima, provvede se necessario ad un counseling di coppia, chiarifica la scelta di una totale o parziale legittimazione, ricapitola con lui gli obiettivi se necessario, sottolinea il disagio che deriva dall'avere una identita' duale.

V Fase Integrazione, detta anche Identity Pride, fase dell'orgoglio dell'identita', "a Self-Definition and Reintegration", di autodefinizione e reintegrazione; in questa fase sembra si accompagni ad una sorta di forte autodeterminazione, infatti fra le caratteristiche piu' frequenti troviamo: dicotomizzazione fra persone basata sull'orientamento e sull'identificazione, deprezza il significato dell'eterosessualita', esagera l'importanza di altri gay/lesbiche, non solo accetta ma preferisce la nuova identita' ad una autoimmagine eterosessuale, si immerge nella sottocultura gay, consuma voracemente riviste gay, può diventare un attivista, riconosce similarita' fra se' e la controparte eterosessuale, e' consapevole delle differenze fra se' e altri gay, sente meno opprimente la rabbia e l'orgoglio, la sua autoapertura (coming out, dichiararsi) e' automatica, sente grande sicurezza e un'identita' integrata.

Bibliografia
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January 1997