Nuova attivita' cos'è?

Lesbian counseling

     In sintesi cos'e' il counseling si può definire un rapporto tra due persone in cui una fa richiesta di aiuto e l'altra si presta ad offrirglielo.
Il counseling è quindi un processo di interazione, una RELAZIONE, il cui scopo è quello di aiutare il cliente per esempio a prendere una decisione importante riguardo a scelte di carattere personale o a problemi o difficoltà specifici che lo riguardano direttamente.
Tutti noi abbiamo esperienza di questo tipo di relazione. Essa si può in altri termini chiamare anche "relazione d'aiuto". Tutti, dicevo, nella vita hanno offerto il loro aiuto ad un amico o ad un parente o ad un partner o anche ad un collega di lavoro, e tutti abbiamo avuto qualcuno che in un momento difficile ci ha offerto il suo aiuto. Questo è il cosiddetto "sistema informale d'aiuto".
In certe situazioni della nostra vita può capitare che le persone che ci stanno accanto non sono in grado di ascoltarci e di aiutarci, oppure può capitarci di essere o di sentirci talmente soli da non sapere a chi rivolgerci. In questi casi si può ricorrere al sistema "formale d'aiuto" cioè a specialisti (medici, psicologi, counselors). Quando chiediamo aiuto ad un counselor dobbiamo sapere che l'obbiettivo comune sarà ottenere una maggiore indipendenza e integrazione dell'individuo per imparare ad affrontare le situazioni problematiche senza confusione, ma con maggiore organizzazione, indipendenza e responsabilità. l counselor è sì un esperto, ma mette le sue conoscenze al servizio del cliente perché questi sviluppi la propria autopercezione, l'autodeterminazione, l'autocontrollo. Queste sono caratteristiche che tutti noi possediamo, ma a volte le perdiamo temporaneamente, quando siamo in crisi, cioè a causa di conflitti, di ambivalenze o di turbamenti emotivi dovuti a stress nei vari ambiti di vita.
Nelle migliori delle ipotesi questi periodi di sofferenza durano il tempo necessario e la persona ne esce cresciuta e arricchita, avendo anche imparato dall'esperienza, è la vita! A volte purtroppo questi periodi durano troppo a lungo, facendoci perdere del tempo prezioso e facendoci sprecare molte energie. Se il dispiacere sembra che non passi mai allora diciamo che si è instaurato un circolo vizioso e la persona sembra che non sia più capace da sola o con i mezzi soliti di uscirne fuori.

A differenza della psicoterapia che si occupa di persone portatrici di un disturbo della struttura di personalità, che pervade completamente il loro modo di essere, il counseling si occupa di un problema specifico. In altre parole possiamo dire che il counseling sviluppa l'empowerment della
persona, cioè il suo potere personale, e lo aiuta ad aiutarsi, cioè a superare con il minor dispendio di energie e di tempo un momento particolarmente difficile della vita. Dobbiamo però distruggere la visione "idealizzata" della cosiddetta persona "normale", cioè quella che sta sempre bene, che mantiene il suo equilibrio, quella che non è mai disperata qualsiasi cosa le accada.
Ormai gli studiosi hanno osservato il comportamento delle persone normali. Esse attraversano numerosi periodi di crisi. Le crisi sono dei momenti importanti della vita di tutti e sono quelle che
ci fanno crescere ed andare avanti.
Se consideriamo tutta la vita di una persona come un cammino per tappe, quando si superano le tappe importanti la vita cambia, a volte completamente, e la nostra immagine di noi stessi deve cambiare, come ad esempio quando da bambini diventiamo adolescenti, o quando lasciamo la nostra famiglia d'origine per mantenerci da soli, quando diventiamo noi stessi genitori, oppure invecchiamo, ecc. Ci sono dei cambiamenti, che sebbene bellissimi, per il semplice fatto che sono dei cambiamenti, ci spaventano e ci creano ansia. Questo è normale. Poi ci sono anche degli eventi inaspettati che ci recano dolore, come la morte di una persona cara, la rottura di un rapporto d'amore, un fallimento lavorativo. Questi sono gli eventi che ci fanno soffrire di più. Se poi si sommano più eventi importanti, che ci costringono a cambiare la nostra vita e noi stessi, lo stress può essere troppo grande e sentiamo di non farcela. Una delle difese utilizzate spesso è quella di negare il cambiamento, di cercare di bloccare il tempo e fare come se nulla fosse cambiato. Questo,
momentaneamente, ha il potere di ridurre l'ansia, ma, a lungo andare, impedisce l'elaborazione mentale di nuove strategie difensive e quindi si rimane bloccati nel problema. Si evitano, piuttosto che affrontarle, le difficoltà.
Tutto ciò può amplificare il senso di impotenza e di disperazione.

Essere lesbica nella nostra società, scoprire da grande di esserlo, accettarsi e farsi accettare in un ambiente familiare e sociale pieno di
pregiudizi e di emarginazione, può diventare per alcune donne il peso in più da sostenere nella vita, per cui ai soliti e fisiologici cambiamenti e momenti critici bisogna sommare tutte le difficoltà dell'essere lesbica. Non c'è da meravigliarsi se a volte si prova la paura di non farcela, di
arrendersi, di ritirarsi dal mondo esterno per chiudersi affettivamente o di rifiutare la propria sessualità, di evitare, quindi, invece di affrontare il problema. Il problema, che non è rappresentato dall'essere lesbica, intendiamoci, ma dalla risposta della società alla nostra identità sessuale.
Il counseling viene in soccorso per aiutare la persona a riscoprire le proprie risorse e quelle dell'ambiente, ad accettare la propria sessualità lesbica e a viverla pienamente e con gioia, a trovare la forza di superare anche tutte le altre crisi "normali", fisiologiche appunto, che possono
turbare la vita di ognuna di noi.

Programma

Due workshop di 4 ore al mese con cadenza quindicinale.

Un seminario al mese per maggiori info clicca qui.

Temi da trattare:

- La comunicazione;
- Il coming out;
- Gli approcci iniziali,
- Mono e Bi-sessualità: influenza degli aspetti femminili e maschili sul concetto di ruolo sessuale;
- Identità difficile: il piacere di non essere conformi;
- Omofobia e "maschia" fobia.
- La relazione intima

PER INFO 3382111323

Referenti:
dr.ssa Cristina Murgia
dr.ssa Simona Marzano