Psichiatria e Psicoanalisi

 

A cura dell'Istituto GAY COUNSELING

La psichiatria ha da sempre dibattuto la questione omosessualita' partendo dal punto di vista genetico, ha preso seriamente in considerazione una possibile struttura psichica femminile, nei casi di omosessualita' maschile, ha studiato la cromatina sessuale ed ha effettuato numerose ricerche e analisi genotipiche sul cariotipo, non trovando per altro, anomalie sostanziali nei cromosomi sessuali. Ha svolto ricerche sui gemelli monocoriali e bicoriali, ovviamente il presupposto di queste ricerche è che l'eterosessualita' è "normale", arrivando infine a considerare la questione come disturbi tipici dell'area psicosessuale. Per l'omosessualita' femminile i fattori genetici non furono tanto presi in considerazione. (Come mai? E' possibile che psichiatria e psicanalisi ritengano più destabilizzante l'omosessualita' maschile?) Come è noto l'omosessualita' veniva considerata una deviazione sessuale, per altro, la più comune ad ogni strato economico-sociale. Nello specifico l'omosessuale maschio "... è sempre impegnato in una ricerca solitaria, di gratificazioni sessuali mediante ripetute, spesso sentimentalmente aride, relazioni; talora perfino anonime e quasi mai completamente soddisfacenti". (Manuale di Psichiatria di Solomon & Patch, 1974,, ed. Vallardi).

Ma scorriamo in breve le teorie eziologiche più conosciute sull'omosessualita'. C'è quella costituzionale che sostiene che ognuno ha in sé l'impulso omosessuale (teoria bisessuale), dove l'atto e quindi il comportamento, dipenderebbe dall'autocontrollo o dalla capacita' di sublimare la componente omosessuale. - La teoria ambientale di R. Bieber, che in circostante sfavorevoli un maschio può tendere all'omosessualita' a causa di una madre iperprotettiva, possessiva e seducente e/o di un padre assente distaccato, freddo e ostile tendente a minimizzare la personalita' del figlio. - Le teorie culturali: partendo dalla considerazione che l'omosessualita' è sempre esistita anche in passate civilta', essa può essere allora valutata come una forma di comportamento nell'ambito della normalita'. Per ognuna di queste teorie esistevano altrettanti approcci terapeutici, da quello farmacologico, alla fine considerato poco indicato, all'analisi psicoanalitica, alle terapie di gruppo. Tutte comunque erano tese a modificare l'orientamento sessuale dell'individuo in senso eterosessuale.

La teoria psicoanalitica (in ambito omosessuale) ha avuto la maggiore divulgazione per il clima culturale favorevole, tuttavia si è dimostrata poco attendibile sul piano dei risultati clinici. Essa trova il suo fondamento nel trauma da castrazione e nel complesso di Edipo: l'ansia di castrazione si ha quando un maschio crede che la sua attrazione erotica e il desiderio di possesso esclusivo per la madre siano minacciati dal suo rivale: il padre. Allora egli si convince che gli sara' tagliato il pene se continuera' a dimostrare il suo interesse per la madre. Una soluzione, anormale e quindi omosessuale, a questo dilemma è l'identificazione con la madre, che fa sviluppare un amore per il potente padre al quale vuole sottomettersi passivamente (ibidem). Nelle donne esisterebbe il negativo del complesso di Edipo, quello di Elettra, che può portare la fanciulla ad identificarsi col padre e, a provare il primo amore omosessuale verso la madre e, verso il genere femminile in futuro. Inutile dire che molte ricerche hanno demolito questa teoria eziologica sull'omosessualita', e scoraggiato anche la possibile "guarigione" di omosessuali, messa in dubbio da ricercatori americani che sostengono come l'eventuale cambiamento di orientamento sessuale sarebbe per lo più dovuto ad un'acquisizione (introiezione) di modelli e di comportamenti socialmente accettati, più che ad una profonda e consapevole strutturazione della propria identita' sessuale. (...........) tratto da
Identita' Diverse

Marzo 1997