Socializzazione e Identita

 

Pubblicato sul suppl. al n.179 Aprile1998 di Rome Gay News, Consoli ed.

Di Lino Dell'Amura, psicologo

L'omosessualita' e' esistita in tutti i tempi e in tutti i luoghi, la storia ci fornisce gli esempi piu' diversi della concezione e della reazione sociale al fenomeno della omosessualita'. Talvolta gli omosessuali sono stati ritenuti esseri superiori, sganciati dalla funzione esclusivamente e biologicamente riproduttiva, spesso sono stati demonizzati, perseguitati, trucidati. Questi momenti storici e socio-culturali non hanno avuto un'evoluzione costante e una curva lineare, ma al contrario hanno subito corsi e ricorsi disordinati che persistono tuttora. Pertanto, adesso il cammino e' ancora lungo, ma senz'altro noi gay viviamo oggigiorno con piu' sollievo la nostra identita', siamo meno inibiti. C'e' un desiderio di esistere al di la' di ogni discriminazione: non si lotta per dover esistere, ci si autorizza ad ESSERE. La realizzazione del sogno del vivere liberi, in questa prospettiva a volte sembra a portata di mano, a volte sembra allontanarsi oltre la linea dell'orizzonte. Mi sembra che siamo in questa fase: tra un vecchio che rimanda a dei ruoli rigidi e funzionali di una societa' che in gran parte non esiste piu' e, un nuovo che richiede maggiore espansione del se', maggiore autonomia e capacita' di stare dentro la propria specificita', originalita'. In un processo di espansione di se' di questo genere c'e' spazio per le emozioni: per la gioia, per il dolore inevitabile, per una solitudine che non e' debolezza o inadeguatezza, ma luogo di riconoscimento nella mia specificita' e differenza. Una comunita' che accoglie e sostiene permette l'incontro, e il confronto, tra le persone ottenendo primariamente due effetti necessari ad un'identita' piu' integrata:
1) permette a un gay di "normalizzare" la sua specificita',
2) d'integrarsi e nel contesto sociale e di accettazione dal resto della comunita'. Occupare spazi, incontrarsi, scegliersi , lavorare ed amare diventano allora le condizione fondamentali per superare gli infantilismi e le paure tipiche della clandestinita', ma anche condizione per comunicare da eguali con il resto della societa'. Uno degli aspetti stimolanti di qualsiasi tipo di gruppo e' il modo in cui, quando un individuo si sta sforzando ad esprimersi e sta lottando con un problema personale o sta soffrendo per qualche nuova scoperta su stesso, gli altri lo aiutano. Nel counseling di gruppo una delle tecniche fondamentali e' esplorare e vivere la relazione nel qui ed ora, perche' solo nel qui ed ora, solo nel presente, e' possibile incontrare, e' possibile comunicare, e' possibile cambiare.

...La psicologia umanistica, di autori come Rogers, Maslow, May, Perls, e la psicologia di comunita' , condividono l'enfasi sulle potenzialita', sulle risorse positive da valorizzare e sviluppare, piuttosto che sulle disfunzioni e i disturbi da curare. Ne derivano strategie e metodologie che promuovono la capacita' di coping degli individui, che rinforzano le competenze di persone chiave e operatori non professionisti. Quindi, con le capacita' e potenzialita' individuali si mira ad uno stato auspicabile da sviluppare, anzicha' a una condizione negativa da combattere; la strategia e' decisamente preventiva, tesa, quando e' possibile, all'integrazione positiva e dinamica fra l'individuo e ambiente. Tale estensione consente di superare la visione dicotomica salute e malattia e di interpretare la salute stessa come un processo che rifletta attivita' e cambiamento, avente un implicito potenziale di crescita, piuttosto che un punto di arrivo o un prodotto statico. "L'evoluzione stessa di ogni individuo e' una serie ininterrotta di cambiamenti, piccoli e grandi, attraverso l'elaborazione e assimilazione dei quali si stabilisce il sentimento d'identita' (Grinberg L.& R, 1992). (tratto da Essere e Vivere la DiversitÓ (a cura di) Maurizio Palomba, Kappa Ed. 1999